LA TUTELA CLINICA UMANA
In questo documento viene illustrata la relazione esistente tra la biologia umana, l’esalato e l’incidenza dei composti organici volatili (COV o VOC in lingua inglese). Respirare Aria Sicura significa comprendere tale relazione e come AirLog 6® agisca al fine di garantire in ogni condizione un’ottima qualità dell’aria respirata ed il conseguente miglioramento della qualità di vita assicurato dal vivere in ambienti a Tutela Clinica.

L’aria che viene emessa durante l’atto respiratorio, è nota con il termine “esalato”. Fa già parte della prassi clinica consolidata l’analisi dell’esalato tramite la quale è possibile identificare la presenza di possibili biomarcatori che sono specifici per un certo numero di patologie. L’esalato, come detto, contiene una serie di metaboliti volatili che hanno origine dai tessuti del corpo e che vengono trasportati ai polmoni tramite il sistema circolatorio per poi essere espulsi durante la respirazione. Questi composti organici volatili sono conosciuti come “VOC” (acronimo in lingua inglese per identificare “Composti Organici Volatili”); essi possono avere origine da una serie di processi fisiologici oppure provenire da fonti esogene/esterne. È proprio in quanto tali che questi metaboliti volatili nel respiro sono utilizzati come biomarcatori per un’ampia gamma di scopi: dalla ricerca fondamentale alle sperimentazioni cliniche e in clinica per scopi diagnostici, di monitoraggio e di screening. Le identità, firme uniche dei livelli di diversi metaboliti del respiro, sono state associate a diversi contesti biologici, tra cui: condizioni respiratorie, malattie del fegato, tumori, microbioma ed esposizioni ambientali. La Breath Biopsy Guide (pubblicato da: Ovlstone Medicai Lld – Cambridge University) giunta ora alla sua quarta edizione, rappresenta ad oggi il documento di riferimento completo sui biomarcatori del respiro e il loro potenziale in clinica grazie ai molti studi raccolti nel corso degli anni.Numerosi studi dimostrano inequivocabilmente il potenziale dei biomarcatori del respiro come strumenti diagnostici e di monito raggio. La maggior parte dei biomarcatori identificati ha origini biologiche ipotizzate, ma relativamente pochi hanno prove dirette che dimostrino la relazione tra la biologia della malattia e la loro abbondanza nel respiro. Tuttavia scoprire e convalidare i biomarcatori per la malattia è una fase fondamentale nello sviluppo di test diagnostici preziosi ed efficaci per applicazioni cliniche. L’analisi dei campioni in vitro consente un maggiore controllo sulle condizioni di salute per raccogliere dati più approfonditi e meccanicistici sulla produzione di metaboliti volatili nell’area di interesse della malattia, nonché sulla risposta ai trattamenti farmacologici e l’adozione di sistemi preventivi ambientali (quindi Difesa Clinica). Questi biomarcatori volatili sono stati successivamente ulteriormente studiati e identificati in patogeni clinici determinandone la loro concentrazione nel respiro espirato, fornendo quindi quella completezza di dati necessaria per portare i test del respiro nella pratica clinica.
